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Spese straordinarie per i figli: differenza tra necessarie e non necessarie

Spese straordinarie per i figli: differenza tra necessarie e non necessarie

L’evoluzione giurisprudenziale ha messo in evidenza la differenza tra spese straordinarie per i figli necessarie e non necessarie.

Spese per i figli: ordinarie e straordinarie

Sulla ripartizione delle spese straordinarie la maggior parte dei tribunali, insieme all’obbligo di corrispondere un assegno periodico a titolo di mantenimento ordinario dei figli, stabilisce una percentuale variabile per far fronte alle spese di carattere straordinario.

Sono considerate spese ordinarie, quelle spese destinate a soddisfare i bisogni e le normali esigenze di vita quotidiana dei figli, ricomprese nell’assegno periodico fisso mensile per il mantenimento.

Sono invece, straordinarie, quelle spese necessarie a far fronte ad eventi imprevedibili, saltuari o eccezionali. Si tratta di esigenze non rientranti nelle normali consuetudini di vita dei figli o comunque non ricorrenti, non quantificabili e determinabili in anticipo.

In virtù del fatto che le decisioni di maggior interesse” per i figli debbono essere assunte di “comune accordo” tra i genitori, anche le spese straordinarie di base devono essere preventivamente concordate tra i coniugi.

Spese straordinarie per i figli: necessarie e non necessarie

Le spese straordinarie per i figli si dividono tra “necessarietà” o non “necessarietà”, i cui fattori di riferimento sono senza dubbio l’interesse del minore ed il contesto economico della famiglia (tenore di vita due genitori , redditi , ecc.).

Nonostante le spese di maggior interesse, ai sensi dell’articolo 155, comma 3 codice civile, debbono essere assunte di comune accordo tra i genitori tra i concetti di scelte straordinarie e spese straordinarie non sussiste un’assoluta coincidenza. Ciò in quanto non sempre un esborso straordinario è conseguenza di una decisione di maggior interesse.

In merito alla decisione che comporta l’esborso di natura straordinaria la Giurisprudenza più recente tiene in considerazione più l’interesse del figlio che la condivisione della spesa.

Così la Corte di Cassazione con sentenza n. 16175/2015:
la mancata preventiva concertazione delle spese straordinarie da sostenere nell’interesse dei figli, in caso di rifiuto di provvedere al rimborso della quota di spettanza da parte del genitore che non le ha anticipate, impone la verifica giudiziale della rispondenza delle spese all’interesse del minore, mediante la valutazione, riservata al giudice di merito, della commisurazione dell’entità della spesa rispetto all’utilità per il minore e della sostenibilità della stessa rapportata alle condizioni economiche dei genitori“.



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